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ERF… Another year over, a new one just begun!
Nell'augurare a tutti voi - pubblico, collaboratori, sponsor, comuni… - uno splendido 2011, vi invitiamo a ripercorrere l'ultima edizione del nostro festival sfogliando le pagine del nostro album:
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Alla prossima estate: piena di musica, incontri, emozioni e suggestioni. Nel frattempo diventate i nostri amici su Facebook, aiutateci ad ampliare la rete, inviateci i vostri commenti…
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ERF aderisce al progetto MUSMA/ ERF joins MUSMA project
ERF, in collaborazione con la webradio dell'Emilia-Romagna e Radio RAI 3, firma l'adesione al progetto MUSMA Music Masters on Air assieme a altri nove importanti festival Europei. Il Progetto che avrà una durata di tre anni, con un tema specifico per ogni anno, ha come scopo la promozione di giovani compositori attraverso la promozione di un Festival Europeo di Radiotrasmissione.
ERF, in collaboration with the webradio of the Emilia-Romagna region and Radio RAI 3, joins forces with other nine important festivals in an effort to promote young creative artists and composers in Europe. MUSMA Music Masters on Air is the name of the European Braodcasting Festival that will last three years, presenting a different theme each year...
www.musma.eu
Emilia Romagna Festival, 10 anni in musica.
2010, decima edizione dell’ERF e anno della crisi; l’Europa si trova a fronteggiare una crisi economica, sociale/culturale senza precedenti, che ha modificato la collocazione del Bel Paese nel panorama internazionale, mettendo in discussione parametri sociali, culturali ed economici fino a poco tempo fa dati come assodati, evidenziando il bisogno di convertire la nostra società con idee nuove, capaci di interfacciarsi con un mondo che sempre più rapidamente cambia.
Perché sono partito dall’economia per arrivare all’Arte/Cultura? Perché purtroppo ancora oggi troppo spesso Economia e Arte sono concepite in antitesi. Eppure sono entrambe fattori, presenti e complementari, della cultura occidentale!
“Tempora mutantur, et nos mutamur in illis”. L’Arte, il più sensibile termometro dei cambiamenti sociali, ne è testimone e talvolta precursore. La creatività è l’origine, il cuore pulsante e la tensione inesauribile non solo dell’Arte in tutte le sue manifestazioni, ma anche, e soprattutto, della cultura di un popolo, di un’epoca, di un luogo. Le Arti contribuiscono all’economia non in termini di consumo da parte di un pubblico pagante, bensì nella potenzialità creativa intrinseca che genera proposte, incide sui mercati, produce orientamenti economici. Basti guardare alla moda italiana e al nostro patrimonio culturale, al reddito che tutt’ora generano. Inoltre la forza intrinseca dell’atto creativo anima il dibattito, ridiscute il potere tradizionale, altera i canoni della produzione e del consumo addirittura determinandoli.
Certo questa crisi, che da economica sta trasferendosi a livello social/culturale, (o forse viceversa?) va interpretata anche come un test, una prova che metterà in risalto ciò che siamo, i valori che rappresentiamo... I festival hanno un rapporto diretto col proprio pubblico, perché lo concepiscono come partecipante attivo, come testimone e creatore, e non come cliente. La misura del successo di un evento culturale è nella capacità di invitare la gente a meglio comprendere la propria cultura e società, e ad accogliere i cambiamenti come opportunità.
È una tendenza evidente nella sempre più diffusa multidisciplinarità, ormai caratteristica delle Arti contemporanee, presente nel DNA dei festival stessi. Le Arti, e soprattutto la Musica, hanno sempre costruito ponti fra culture, facilitando la comunicazione tra società differenti, e i festival giocano un ruolo di primaria importanza nella trasformazione di una società multiculturale in una società interculturale. ERF nel suo decennale, che coincide con l’Anno Europeo della Lotta alla Povertà e all’Esclusione Sociale, ha il piacere di invitare il proprio pubblico a sperimentare nuove creazioni ed esperienze musicali, grazie a giovani interpreti e grandi star, sedi concertistiche inusuali, nuovi punti di vista in un ambiente “diverso” ed “aperto” in una società democratica dove il partecipare attivamente alla vita culturale significa scoraggiare l’esclusione e combattere la povertà, perlomeno quella culturale. Grazie quindi ai nostri sostenitori tutti, al loro grande senso di responsabilità verso un territorio e verso una comunità nella quale operano.
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